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La terapia nutrizionale nell'insufficienza renale cronica

La dieta ipoproteica come terapia conservativa dell’insufficienza renale cronica

Una dieta bilanciata a basso contenuto di proteine e minerali rallenta la progressione della patologia ed allontana, nel tempo, il ricorso alla dialisi.
La dieta ipoproteica, tuttavia, deve essere sempre prescritta da un medico e controllata periodicamente con il supporto di un nutrizionista.
A partire dallo stadio 3 la dieta ipoproteica viene considerata fondamentale per preservare il più a lungo possibile la funzionalità renale, fin quando si raggiunge lo stadio 5 che comporta la dialisi o il trapianto renale

Linee guida della dieta ipoproteica

  • Perché ridurre le proteine?
Un’assunzione ridotta delle proteine (non oltre 0,7 g al giorno per kg di peso corporeo) oltre a mantenere l’equilibrio dell’organismo ed uno stato nutrizionale soddisfacente, consente di ridurre la progressione dell’ IRC.
Le proteine sono componenti importanti per il nostro organismo, ma sovraccaricano maggiormente i nefroni ammalati aumentando la pressione all’ interno del glomerulo.
Le proteine animali sono definite anche proteine nobili, perché l’organismo non è in grado di sintetizzarle da sé e, pertanto, sono indispensabili in quanto apportano amminoacidi essenziali. Nella dieta ipoproteica, le proteine animali devono essere assunte in quantità modeste senza però escluderle completamente.
Le proteine vegetali, chiamate anche proteine non nobili, possono in parte essere sostituite da prodotti dietetici aproteici, come pane, pasta e merendine
  • Perché ridurre i minerali?
Un apporto moderato di potassio, fosforo sodio e sale è indispensabile per la nutrizione aproteica. È importante controllare i livelli di potassio per evitare problemi cardiaci. Il fosforo, invece, è fondamentale per il mantenimento della salute delle ossa. Bisogna, inoltre, adeguare l’apporto di sodio per tenere sotto controllo la pressione arteriosa.


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